Prof. Francesco Caracciolo

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Miseria della mafiologia


Francesco Caracciolo: Miseria della mafiologia

Il Mezzogiorno cresce poco e non riesce ad accendere il motore della propria economia. Aiuti e stimoli che riceve sembrano applicati a un corpo inerte. È lecito supporre che se si studia questa inerzia e le sue cause, si possa prescrivere la cura della malattia. Sono perciò esaminati in questo lavoro alcuni fondamentali aspetti della società meridionale del passato e del presente con il proposito di capire le ragioni della persistenza di certi suoi vizi e di certe sue tare per stabilire a chi o a che cosa essi sono da attribuire: se a cause passate e presenti e a fattori obiettivi, come la povertà e il cattivo governo, o prevalentemente a cause e a fattori umani e soggettivi. A tal fine sono esaminate in specie la composizione e l'azione del ceto dirigente e la natura e l'indole dell'unica reazione veramente organizzata: sono messe a confronto le due realtà, che appaiono del tutto diverse, per scoprire caratteri comuni la cui conoscenza possa consentire di individuare vizi e tare del corpo sociale. Emerge il comportamento prevaricatore del ceto dirigente e l'azione violenta e distruttrice dell'onorata società, che sono gli elementi essenziali e i segni più evidenti e determinanti dell'incapacità del Mezzogiorno di muoversi autonomamente, di mettersi al passo con il resto del Paese.