Prof. Francesco Caracciolo

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Decadenza e immigrazione


Francesco Caracciolo: Decadenza e immigrazione


Disordinato è in Italia l'afflusso di immigrati che sono ormai presenti anche nelle zone più remote. Con il loro apporto si è persuasi di soddisfare l'obiettiva esigenza di colmare un vuoto che si è andato formando. E' un vuoto di cui si è cercato in questo libro di mostrare la consistenza e la natura. Per riuscirci si è riferita la narrazione di alcuni episodi ambientati in un eminente istituzione, l'università, e indicativi del decadimento prevalente nella società. Si può d'altronde constatare che, nonostante la notevole riduzione del numero delle nascite, il Paese è sovrappopolato. Il vuoto non è dunque demografico ma di naturale e normale impiego di risorse, di energie, di forza lavoro. A crearlo è la decadenza del costume e per colmarlo si ricorre all'immigrazione. La gente che proviene da ogni dove, con cultura, abitudini, modi di vita e credi diversi e lontani da quelli degli ospiti, è indispensabile per integrare una società in disfacimento, destinata forse a mutare propri connotati, caratteri e tradizioni. Sul suolo della Penisola e di alcuni stati dell'Occidente si avrebbe così un analogo radicale mutamento sociale in cui nell'antichità consistette il succedersi all'elemento romano e al latino, già rari negli ultimi anni della Repubblica, quello eterogeneo dei millenni seguenti. Anche allora ne fu causa prevalentemente la corruzione del costume e il bisogno di importare masse enormi di individui da impiegare nelle aziende, nei latifondi e nelle case signorili in sostituzione di energie locali che il costume in disfacimento, i latifondi e le nobili dimore avevano contribuito ad uccidere. E' simile all'esperienza che ci accingiamo a vivere?